Le grandi masse di migranti che si spostano fuggendo da guerre e miseria sono ormai un’emergenza che coinvolge tutto il mondo, forse non sono neanche più un’emergenza, ma un fenomeno globale ormai inarrestabile. In Italia il problema ebbe inizio in sordina nei primi anni ’80 del secolo scorso, i fotografi del gruppo buenaVista* iniziarono subito ad occuparsene, e da allora seguono con grandissima attenzione e professionalità l’argomento. Questa selezione di immagini, dal 1980 a oggi, racconta il nostro sforzo ormai pluriennale per documentare il fenomeno.

Selezione presentata al Visa pour L’image 2016 di Perpignan e al EFM, Encuentro Fotografico Mexico 2016

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Venezia – Il ghetto, a 500 anni dalla Fondazione, è raccontato in questo reportage attraverso i volti e le storie di alcuni dei protagonisti della Comunità ebraica veneziana.

“A mayse mit” (si narra una storia) è un documentario che inizia il proprio viaggio  a Venezia, dove nel 1516 fu istituito il primo Ghetto del mondo e che nel 2016 celebra esattamente mezzo millennio. Sono uomini e donne di età diverse, della Comunità ebraica veneziana, con esperienze diverse che hanno accettato di farsi riprendere insieme ai loro oggetti, alle loro “cose” grazie alle quali il lettore verrà condotto per mano a conoscere personaggi eccezionali, conoscendo le tradizioni ebraiche divenute poi tradizioni veneziane o viceversa, aneddoti o storielle minime, particolarità artistiche, linguistiche di una comunità che ha molto inciso sulla storia della Serenissima

Concept Paolo della Corte e Serena Guidobaldi
Riprese e Montaggio Chiara Missaggia e Valentina Zanrosso


Moussa diary è un diario digitale. Racconti, pensieri, umori e sensazioni di un ragazzo di trentasette anni venuto dal Burkina Faso in cerca di fortuna. Dove fortuna è sinonimo di lavoro e denaro da inviare alla propria famiglia in Africa.

Moussa diary è una testimonianza. Delle condizioni di lavoro e, soprattutto, di vita di uno dei tanti migranti impegnati nella raccolta della frutta e verdura nel Mezzogiorno d’Italia.

Moussa diary è un testamento. Per le giovani generazioni di oggi e di domani, nella speranza che sappiano vedere e riconoscere i mali del mondo e costruire una società migliore. Senza differenze di colore o di religione.

FINALISTA “PREMIO ANELLO DEBOLE – CAPODARCO CORTO FILM FESTIVAL 2014″
FINALISTA “CELESTE PRIZE 2014″
FINALISTA “TERRA DI SIENA INTERNATIONAL FILM FEST 2014″
FINALISTA “VISIONI ITALIANE 2015″
FINALISTA “10° VIDEO FESTIVAL CITTA’ DI IMPERIA”
FINALISTA “RIACE IN FESTIVAL 2015″
SELEZIONATO AL “HUMAN RIGHTS NIGHTS 2015″
SELEZIONATO AL “XVI FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL CORTOMETRAGGIO – SCRITTURA E IMMAGINE 2014″


“CI CREDO ANCORA” E’ UNA SFIDA, E’ IL RACCONTO FILMICO DI UN’ASSENZA.
La mancanza di libertà , la difficoltà a mostrarsi in volto, la rinuncia agli affetti: Andrea, Aniello, Fabio e Peppino, dietro le sbarre del carcere minorile di Potenza, condividono sogni e speranze di libertà e ripercorrono le tappe di una carriera criminale breve, ma fin troppo simile a quella dei “grandi”.

Oltre i muri della reclusione, le stagioni si susseguono, trasformando i paesaggi lucani in moderne reinterpretazioni dei quadri dei maestri dell’Impressionismo.

Da un’idea di Emiliano Albensi, Valentina Dello Russo, Marco Malvestio
Riprese e Montaggio | Emiliano Albensi
Interviste | Valentina Dello Russo, Marco Malvestio
Grafica | Mimmo Colucci
Musica | Dexter Britain, Evgeny Prinko, Dan Phillipson, Josh Woodward

SELEZIONATO al PREMIO “L’ANELLO DEBOLE”, CAPODARCO CORTO FILM FESTIVAL 2016